“ Il fluire dinamico degli opposti e contrari,  alla ricerca dell’armonia tra corpo e mente”

Ad ognuno di noi sarà capitato almeno in TV, di vedere grandi parchi cittadini affollati da persone che si muovono all’unisono, con un fluire lento ed armonioso.  La pratica del Taijiquan,  già da diversi anni, ha destato molto interesse  anche in Occidente,  dati  i grandi benefici  che apporta ai praticanti.

Questa meravigliosa forma di elisir di lunga vita,  al confine tra la “danza e la guerra”, ci aiuterà a connettere corpo e  mente,  grazie alla respirazione e al movimento dell’ energia vitale (Qi), che si muove in tutto il corpo lungo i meridiani energetici.  Innumerevoli sono  i benefici generati da questa forma di meditazione in movimento, sia sul piano fisico che su quello psichico.

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Il “taijiquan stile Chen è la forma originaria piu’ antica di taiji, dal quale tutti gli altri stili traggono le loro origini. Questo inestimabile tesoro della cultura Cinese, fu codificato per la prima volta da Chen Wangting, esponente della nona generazione della famiglia Chen, vissuto a cavallo tra la della dinastia Ming e quella Qing.

Chen Wangting era un abile combattente  come tutti gli esponenti della famiglia Chen.  Alla fine della Dinastia Ming,  prestava servizio come comandante di guarnigione delle forze imperiali.  Con l’avvento della Dinastia Qing, con la quale era in contrapposizione, si vide costretto a ritirarsi a vita privata dietro mentite spoglie a Chenjiagou ,il suo villaggio di origine. Fu in questo periodo che codificò il taijiquan,  unendo le sue conoscenze marziali ai principi dello Yijing (il libro dei mutamenti), la teoria dello yin-yang e la filosofia Daoista.

Lo stile della famiglia Chen combina e unisce tra di loro lo studio delle arti marziali, elementi della medicina tradizionale Cinese e tecniche del “daoyin” e “tuna”, dando così vita all’arte del taijiquan come sistema di autodifesa e pratica di lunga vita.

 

“Tre once deviano mille libre”, “Il morbido vince il duro” . Questi i capisaldi della pratica del Taiji.

Se afferriamo una pietra e la scagliamo contro una grande roccia, la pietra si fratumerà e la roccia sarà scalfita. Se invece scagliassimo la stessa pietra contro una grande e pesante tenda, quest’ultima,  essendo piu’ morbida, assorbirà l’energia della pietra “cedendo”,  finchè l’energia stessa della  pietrà non si estinguerà,  senza subire quindi alcun danno.

 

Parte essenziale della pratica è costituita da:

  • Zhan Zuang: esercizio del palo eretto:

Esercizio di concentrazione che prepara il corpo e la mente alla pratica.

 

  • Chan ssu jin: pratica del bozzolo di seta.

La pratica dei fondamentali, mirata alla comprensione del movimento a spirale e soprattutto allo sviluppo dell’energia interna che dal dantien si diffonde in tutto il corpo.

 

  • Lo studio e la pratica delle sequenze o forme.

 

  • Il “tui Shou”: la spinta con le mani.

Esercizio mirato allo sviluppo della sensibilità rispetto all’ intenzione dell’ ”avversario” e alla capacità di cedere ad una forza entrante piuttosto che a contrapporvi una forza maggiore.

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